Visualizzazione post con etichetta Sovintern. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sovintern. Mostra tutti i post

mercoledì 17 giugno 2026

La trappola della pace astratta: perché è urgente puntare il dito contro l'imperialismo

Jos van Zetten, Amsterdam, NATO protest Strasbourg 04-04-09, CC BY 2.0


di Lois Pérez Leira

Negli ultimi giorni abbiamo assistito a diverse manifestazioni per la "pace" in varie parti della Spagna. Strade gremite, slogan a tutto volume e striscioni che invocavano la cessazione delle ostilità. Tuttavia, osservando il contenuto concreto di queste mobilitazioni, sorge spontanea una domanda scomoda ma inevitabile: pace dove e contro chi?

Il problema principale delle dichiarazioni attuali è che omettono deliberatamente il fattore fondamentale: non specificano chi provoca le guerre. Quando la richiesta di pace viene scollegata dalle sue cause materiali, la parola diventa un termine vuoto, un significante spogliato di sostanza, esattamente come accade oggi con concetti abusati come "libertà" o "democrazia".

Gridare "pace" in astratto, senza puntare il dito contro l'imperialismo e la logica dell'accumulazione globale che ha bisogno della guerra per sopravvivere, non è neutralità; si tratta, nella migliore delle ipotesi, di ingenuità e, nella peggiore, di complicità discorsiva. Dobbiamo porre fine agli eufemismi una volta per tutte. Le guerre contemporanee non sono disastri naturali o esplosioni spontanee di irrazionalità umana; sono il risultato diretto della lotta geopolitica ed economica tra le grandi potenze per il controllo delle risorse, dei mercati e della sovranità.

Karl Marx aveva già messo in guardia contro questo fenomeno, analizzando come le dinamiche del capitale pervertano qualsiasi aspirazione umanistica, osservando che "il mercantilismo, che è lo spirito del nostro tempo, è lo spirito del profitto, non della pace". Nell'ordine attuale, la cosiddetta "pace" non è altro che la silenziosa preparazione al prossimo conflitto, una tregua temporanea in attesa che gli interessi finanziari si riorganizzino. Pertanto, fingere di raggiungere una pace duratura appellandosi alla buona volontà delle stesse organizzazioni e istituzioni che sostengono l'apparato militare globale è un'utopia sterile.

Per raggiungere la pace, il compito storico e ineludibile è sconfiggere l'imperialismo. Vladimir Lenin, che visse e teorizzò la carneficina della Prima Guerra Mondiale, smantellò con assoluta pertinenza il pacifismo borghese del suo tempo, offrendo un monito che risuona ancora oggi con forza nelle nostre piazze: "Lo slogan della pace può aiutare le masse [...] ma se è posto in astratto, se è disgiunto dalla lotta rivoluzionaria del proletariato, diventa una frase utopica o un inganno per il popolo".

Lenin comprese che la violenza su larga scala è una necessità strutturale del sistema, riassumendo sinteticamente il concetto affermando che "la guerra è la continuazione della politica con altri mezzi. L'imperialismo è la fase più elevata dello sviluppo del capitalismo. Pertanto, una pace duratura e democratica è impossibile senza rovesciare il potere del capitale". Chiamare le cose con il loro vero nome è il primo passo per qualsiasi vera resistenza. Non basta desiderare la fine delle bombe se non si combatte la macchina economica che le produce e le lancia.

Finché le manifestazioni continueranno a diluire la responsabilità storica ed economica degli aggressori in un mare di astratto sentimentalismo, la parola "pace" rimarrà la perfetta cortina fumogena dietro cui l'imperialismo opera in totale impunità.

Chiedere la pace oggi significa, necessariamente, essere antimperialisti.


Lois Pérez Leira
Coordinatore regionale per l'America Latina e i Caraibi del Sovintern – Forum per il Socialismo del XXI secolo

lunedì 11 maggio 2026

Sovintern - per il Socialismo del XXI secolo


Ma cos’è dunque questa Sovintern che si è svolta a Mosca e che sta “girando” tra social, blog, video, siti e portali di informazione? Il senso dell’iniziativa, che sta avendo, sino a questo momento, per le intuibili ragioni legate soprattutto alla relazione geopolitica tra UE e Russia e alle limitazioni cui sono sottoposte le relazioni dirette tra Paesi UE e Federazione Russa, circolazione molto più in altri contesti, e nel Sud globale, di quanta ne stia invece avendo in Europa occidentale, si rivela con maggiore chiarezza nel momento in cui si mettono insieme tutti i pezzi che ne compongono l’interessante e promettente mosaico.

Intanto, il “pezzo” più importante: le riflessioni, le discussioni e le analisi condivise tra i partecipanti alla prima edizione di questo Forum internazionale che, com’è noto, si è celebrato a Mosca tra il 25 e il 29 aprile scorsi, con partecipanti affluiti in gran numero, dal momento che alla fine il contatore delle presenze si è attestato a circa 300 partecipanti, delegati di 100 partiti di ispirazione antimperialista, socialista e comunista, provenienti da oltre 70 paesi di tutti i continenti, Europa, Asia, Africa, Nord e Sud America.

Partecipando ai tavoli di lavoro, discutendo nelle sessioni tematiche, dialogando con i partecipanti, nei diversi momenti, ufficiali e informali, della conferenza, emergono in tutta evidenza tre assi intorno ai quali, per un verso si coagula l’energia politica di cui l’iniziativa è stata indubbiamente catalizzatrice, e per l’altro si avvia la definizione di un vero e proprio manifesto politico, di una vera e propria piattaforma politica, che sarà necessaria per costruire iniziativa e sviluppare ulteriormente la convergenza.

Intanto, il tema fondamentale, decisivo, della sovranità e della resistenza: l'importanza cioè di definire, costruire e articolare risposte unitarie alle pressioni, alle ingerenze e alle interferenze esterne, alle sanzioni illegali e alle misure coercitive unilaterali, alla guerra multidimensionale in una parola, che le potenze imperialistiche, il blocco occidentale, stanno scatenando contro Stati e popoli del mondo che intendono lottare per la propria dignità e autodeterminazione e che sono indisponibili a piegarsi ai diktat dell’imperialismo.

Se volessimo racchiudere il tutto in un’impressione e in poche parole: l’impressione suscitata dal continuo riferimento, durante le giornate di lavoro di Sovintern, ai principi cardine delle relazioni internazionali e della convivenza pacifica: eguaglianza sovrana; non ingerenza nelle questioni interne dei singoli Paesi; autodeterminazione dei popoli, nella loro libertà e nel loro diritto di scegliere liberamente le forme della propria organizzazione sociale e le modalità del proprio sviluppo economico. In questo senso, e nel rifiuto del doppio standard e della logica di potenza nelle relazioni internazionali, sta dunque il ritorno della parola chiave «sovranità», sovranità popolare, politica, economica, strumento di difesa dalle condotte egemoniche e predatorie e fattore di tutela e di avanzamento delle conquiste economiche e sociali.

L’impianto complessivo degli aderenti alla Sovintern fa dunque riferimento alle sinistre di classe, fondate nel movimento dei lavoratori e delle lavoratrici, con un impianto socialista, patriottico e antimperialista, e si sintetizza in tre parole chiave: antimperialismo, anticolonialismo, autodeterminazione.

Poi vi è senza dubbio il tema della memoria: è una delle frasi che abbiamo sentito ripetere, ad esempio, non solo durante le giornate del Sovintern, ma anche nel contesto del «Press Tur», la visita di conoscenza e di informazione, dedicata essenzialmente a giornalisti, mediattivisti e creatori di contenuto, nei territori del Donbass, laddove «senza memoria non può esistere il presente e non si può costruire il futuro».

Le memoria storica, dunque, come fattore di impulso delle lotte sociali quale fondamento della dignità dei popoli, e come elemento di costruzione e di avanzamento sulla base delle grandi conquiste storiche, politiche, istituzionali, sociali ed economiche che lascia in eredità la lunga storia, grande e complessa, dei socialismi novecenteschi e che viene irrorata dalle nuove forme di socialismo del XXI secolo e dalle inedite esperienze di lotta e di trasformazione che attraversano tanti contesti, a tutte le latitudini.

Dunque, non è solo “estetica”, ma anche “politica” lo spaccato della manifestazione: il richiamo, sin nel nome Sovintern, alla Comintern, l’Internazionale Comunista; il riferimento alla civilizzazione sovietica; il tributo alla memoria degli eroi della lotta di resistenza e di liberazione, oltre che alle conquiste del socialismo; la scelta della sede, la Sala delle Colonne nella Casa del Sindacato, e perfino della destinazione, Mosca, storico punto di riferimento del movimento internazionale dei lavoratori e delle lavoratrici.

Uno schema che non è venuto meno nel «Press Tur» in Donbass: il Museo della Grande Guerra Patriottica (Museo della Liberazione del Donbass) a Donetsk; il Complesso Monumentale di Saur-Mogila, nel distretto di Horlivka; la Visita al Teatro di Mariupol, ove si consumò il 16 marzo 2022 uno dei più esecrabili crimini contro l’umanità da parte del famigerato battaglione Azov, che ne minò il tetto causando la morte di decine di civili; il Museo della Giovane Guardia a Krasnodod; e ovviamente, a Mosca, il Museo della Vittoria.

Non ultimo per importanza, dunque, il tema della “giustizia globale”, come giustizia internazionale e giustizia sociale, per cui, ad esempio, anche nel corso dei lavori del Sovintern, insieme con le riflessioni sul socialismo e le sue nuove declinazioni per il XXI secolo, non sono mancati i riferimenti alla “pace positiva”, la pace con giustizia sociale: la necessità di consolidare i meccanismi di solidarietà, di cooperazione e, appunto, di giustizia sociale per un sistema equilibrato (un rinnovato equilibrio del mondo, «con tutti e per il bene di tutti», per riprendere le parole dei compagni cubani) che rispetti e ricostruisca il diritto e la giustizia internazionale.

Una caratterizzazione la danno, certo, le organizzazioni e i movimenti “iniziatori” di questa nuova Internazionale, che vale dunque la pena ripercorrere per esteso: il partito Russia Giusta, il Partito Comunista Americano (ACP), il Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN), il Partito dei Socialisti della Repubblica di Moldavia (PSRM), il Workers Party (Gran Bretagna), Tunisia Avanti, il Partito del Progresso e del Socialismo, Marocco, il Movimento dei Socialisti, Serbia, la Unione dei Socialisti Democratici della Repubblica Democratica del Congo.

Ancor più eloquenti sono le tracce di lavoro sulle quali l’assise si è messa in moto, enucleate dalle risoluzioni approvate nei lavori della conferenza: contro l’aggressione statunitense e israeliana contro l’Iran; per la fine del blocco contro Cuba socialista; a supporto della Corea popolare; sulla compensazione per le conseguenze del colonialismo e del neocolonialismo in Africa; sulla risoluzione della crisi in Ucraina; per l’immediato rilascio del legittimo presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolas Maduro.

C’è poi l’ultimo versante, anche questo di notevole interesse, le dichiarazioni dei protagonisti. George Galloway, ad esempio: “Sono contro l'imperialismo, che Lenin identificava come la fase suprema del capitalismo. Credo che il capitalismo conduca all'imperialismo e l'imperialismo alla guerra, e la nostra opposizione alla guerra e all'imperialismo è quindi fondamentale. Quando diciamo di essere a favore del socialismo, lo diciamo sul serio, come pure quando diciamo di essere a favore del socialismo nel XXI secolo. Siamo un movimento per il socialismo nel XXI secolo. E abbiamo gli strumenti del XXI secolo per rendere questo movimento moderno e rivoluzionario”.

E Booker Omole: “Oggi affermiamo che l'intero Sud globale non può combattere, vincere e costruire il progetto più urgente, ovvero il socialismo, finché non avrà portato a termine il compito più immediato, che è la lotta per la sovranità di ogni Paese, attualmente sotto attacco da parte degli Stati Uniti. [...] Pertanto, per poter realizzare il compito più urgente, ovvero iniziare a costruire il socialismo, dobbiamo prima lottare per la sovranità. [...] Auspichiamo che, dopo la lotta per l'umanità, si possa iniziare il compito immediato che chiamiamo rivoluzione democratica nazionale. E dopo la rivoluzione democratica nazionale, si potrà iniziare il compito più importante e decisivo: la costruzione del socialismo”. 
 
Alla fine - non poteva essere diversamente - la parola d’ordine, come portato della storia e progetto del futuro, è e resta questa - socialismo. 

mercoledì 22 aprile 2026

El Foro Internacional "Sovintern - Por el Socialismo del Siglo XXI"


La primera edición del Foro Internacional "Sovintern - Por el Socialismo del Siglo XXI" se celebrará en Moscú del 25 al 29 de abril de 2026. Esta amplia iniciativa global busca construir una red internacional que sirva de plataforma para el diálogo y la coordinación entre diversos grupos políticos y sociales, unidos por una común inspiración comunista, socialista y antiimperialista, a escala global. Su alcance se extenderá a diversos países de todos los continentes.

Como indica la plataforma de convocatoria, no se trata de construir un legado nostálgico, sino un foro capaz de mantener un diálogo abierto y dinámico entre diversas fuerzas políticas y sociales - no solo comunistas, sino también socialistas y firmemente antiimperialistas - unidas por la inspiración compartida del Socialismo del siglo XXI y el deseo común de actuar de manera que se junten fuerzas, se fomente convergencia, se busquen oportunidades de coordinación y iniciativa conjunta, en el sentido de un frente amplio, un amplio frente popular y de masas, capaz de apoyar y impulsar los esfuerzos en la lucha común contra el imperialismo, contra las guerras imperialistas, por una “paz positiva” con justicia social, soberanía popular e independencia, y por el socialismo.

Como Partido Comunista de Unidad Popular, con la brújula histórica y estratégica del socialismo del siglo XXI, basado en la inspiración fundamental y la viva relevancia del marxismo y el leninismo, y con la orientación estratégica y prospectiva del trabajo unido, de una línea de masas expresada en el sentido de un trabajo de masas que se traduce en la construcción, en nuestro país, de un amplio frente popular para la transformación social, este es un campo de trabajo atractivo y prometedor.

Reconocemos, por ejemplo, que «hoy, más que nunca, es una obligación moral y política para todos los comunistas contribuir a la construcción de una verdadera fuerza de oposición, capaz de dar voz y cohesión a los sectores sociales más afectados por la reacción del capital y de asestar el golpe decisivo al gobierno reaccionario de derecha; capaz de fomentar un despertar democrático genuino y definitivo, "encendido" por el pueblo que, por ejemplo, en nuestro país, ha derrotado otro ataque a la democracia constitucional y se opone a quienes buscan sofocar la protesta, a un sistema corrupto que nos conduce hacia la tragedia de la guerra».

Estas indicaciones, significativamente, se reflejan en un pasaje del manifiesto que convoca al "Sovintern", en un momento en que "nos encontramos en una fase histórica en la que nos aproximamos a un peligroso precipicio. Las fuerzas imperialistas están desesperadas por la pérdida de la hegemonía y por eso se están volviendo cada vez más peligrosas y violentas", razón por la cual "es esencial dejar de lado las pequeñas diferencias para avanzar en la construcción de una estrategia común".

"Debemos fortalecer nuestros puntos de acuerdo para superar las diferencias tácticas y comenzar a considerar que hay algo que nos trasciende y va más allá de nuestras singularidades: la necesidad histórica de unidad para poner fin al capitalismo, particularmente en sus formas agresivas actuales: neofascismo, imperialismo y sionismo, que nos colocan, una vez más, al borde de la extinción como especie, como dijo Marx: el capital destruye sus dos fuentes de riqueza: el hombre y el medio ambiente".

Como señala la plataforma de la convocatoria, dado que «nuestros enemigos de clase se organizan de diversas maneras, como la reciente reunión de gobiernos profascistas en el continente americano bajo la bandera del “Escudo de las Américas”, o las reuniones de la "Internacional" de derecha en varios países», se hace más necesario y urgente que nunca «reconstruir un espacio para la articulación teórica y política que permita recuperar la iniciativa en la lucha de clases, promoviendo la reflexión y el desarrollo de tácticas comunes para enfrentar al enemigo de clase a nivel nacional, regional e internacional. Es esencial construir un terreno común para situar a la izquierda de clase a la vanguardia de la lucha internacional por la construcción del socialismo».

La iniciativa para la primera edición del Foro Internacional «Sovintern - Por el Socialismo del siglo XXI» fue impulsada por varios partidos y movimientos comunistas, socialistas y antiimperialistas, entre ellos el Frente Sandinista de Liberación Nacional (Nicaragua), el Partido de los Socialistas de la República de Moldavia, el Partido de los Trabajadores (Gran Bretaña), el Partido del Progreso y el Socialismo (Marruecos), el Partido Comunista Americano (Estados Unidos), entre otros. Entre los promotores en Rusia se encuentra el Partido Rusia Justa. La participación de grupos, incluidos los latinoamericanos, es significativa, y no podría ser de otra manera, dado el tema central de las grandes experiencias de progreso y transformación inspiradas en el concepto general del "socialismo del siglo XXI".

Delegaciones que representan a 76 partidos de prácticamente todo el mundo también han confirmado su participación en la primera edición. Nuestra presencia y participación, como Partido Comunista de Unidad Popular, representa, por lo tanto, un paso estratégico más en nuestra lucha, en la que aunamos nuestro compromiso internacional y nuestra lucha nacional contra el imperialismo y sus guerras, por la paz con justicia social, por la centralidad de los trabajadores y una transformación decisiva de las estructuras productivas, económicas y sociales en una dirección socialista, contra la Unión Europea y la OTAN.

Para nosotros, como Partido Comunista de Unidad Popular, es de fundamental importancia trabajar para construir un frente amplio que una a los partidos de inspiración marxista, que recupere y restablezca el impulso militante a la vasta diáspora comunista, actualmente desorganizada, y que una a las numerosas fuerzas fuera del ámbito comunista general, los movimientos de lucha antiimperialista y anticapitalista, en el respeto de los estándares mínimos de la defensa de la Constitución republicana y antifascista, de la defensa del trabajo, del estado de bienestar social y de la lucha contra las guerras imperialistas y por la paz.

Esto también se corresponde con los anuncios de la convocatoria del Foro Sovintern, que subraya muy acertadamente que "quienes nos inspiramos en el marxismo sabemos que la lucha contra el capitalismo y por la construcción del socialismo es una lucha de clases que articula dialécticamente la esfera nacional de expresión de la lucha y el carácter internacional de la construcción del socialismo".